UAI-CCD: i cavi

16 11 2009

Finalmente, dopo mesi di attesa, questo week-end sono riuscito a dedicarmi nuovamente alla UAI-CCD (ribattezzata NeverEndingCCD :? ). Imprecando alquanto sono riuscito inzialmente a passare il cavo che alimenta la cella di peltier, un 2x1mm in neoprene:

L'alimentazione della peltier e il dito freddo

L'alimentazione della peltier e il dito freddo

Dopo diverse considerazioni con il mio amico Luciano, abbiamo deciso di annegare la cella di Peltier nella scocca della camera fredda e di farne un panino con il dito freddo: in questo modo la cella lavora al meglio e il calore viene disperso con efficienza.
I cavi sono realizzati con del cavo di rete fatto da fili rigidi, ecco le immagini del cavo, intestato con i connettori a tulipano:

L'alimentazione della scheda CCD

L'alimentazione della scheda CCD

Il cavo dati e controllo

Il cavo dati e controllo

Ecco come appare la camera fredda cablata con la scheda di controllo:

Camera fredda cablata

Camera fredda cablata

I connettori interni alla camera fredda sono molto rigidi, se dovessi rifarli li ricoprirei di colla a caldo.

La scheda CCD e i connettori

La scheda CCD e i connettori

Ho riverificato le tensioni sui piedini del CCD (avendo l’accortezza di toglierlo prima di fare le misure) e sembra tutto a posto: la prova del fumo è andata a buon fine, nel senso che nulla ha preso fuoco :-D .

Spero in settimana di acquisire la prima immagine.
Alla prossima autocostruzione.

Simone





Il Cianoscopio: intubazione di un 114/900

10 11 2009

Eh sì, sono sul nostalgico andate, ecco il piccolo report di un regalo autocostruito: una coppia di specchi di un 114 montati nel tubo della stufa :-) .

Sebbene al giorno d’oggi un diametro così ridotto non sia quasi considerato dei neoastrofili, penso che il 114 rappresenti uno degli strumenti più semplici e versatili da utilizzare, almeno all’inizio.

Visto che non sapevo la focale dello specchio che riuscii a trovare, con l’aiuto del mio babbo (il principale responsabile della mia autocostruttite cronica, visto che mi ha contagiato lui :-P ), abbiamo ricavato la focale misurandola grazie al sole.

Il mio babbo cerca il punto focale dello specchio

Il mio babbo cerca il punto focale dello specchio

Bisogna stare un po’ attenti, perché nel fuoco (nome che spiega un po’ tutto), i raggi sono concentrati per cui… fa molto caldo.

Ops...

Ops...

Comunque per fare una buona misura, si deve lavorare in squadra.

Lo specchio, il sole, un metro a nastro e due pazzi

Lo specchio, il sole, un metro a nastro e due pazzi

Per mia grandissima fortuna, insieme allo specchio c’erano anche i relativi supporto. Per una sfortuna sfacciatissima la cella primaria calza alla grande in un tubo da stufa porcellanato.

La cella sul tubo della stufa

La cella sul tubo della stufa

Ora una piccola storia: io non possiedo un tornio, il mio amico Luciano sì, ma questo doveva essere un regalo per lui (per Natale), quindi l’ho un poco ingannato dicendogli che stavo reintubando un nuovo strumento fotografico e che mi serviva il suo aiuto per costruire un fuocheggiatore :-P . Sono arrivato armato di disegni e misure e dopo una giornata di lavoro ecco il risultato:

Il fuocheggiatore

Il fuocheggiatore

Riciclando un cercatore (comprato insieme ad un rifrattore dal buon Kappotto), qualche foro, qualche vite:

Il fuocheggiatore e il cercatore

Il fuocheggiatore e il cercatore

L’ormai immancabile vellutino interno (sto facendo diventare ricchi i padroni dei colorifici :-S):

Il supporto per il secondario e il velluto

Il supporto per il secondario e il velluto

Il sostegno del secondario, con un braccio solo, è piuttosto comodo, ma se il tubo della stufa non fosse stato del diametro corretto sicuramente avrei avuto dei problemi. Ecco una foto del tubo completato:

Il tutto montato con la culla

Il tutto montato con la culla

Buon Natale ;-) .

Simone





SkyWatcher 200F5

3 11 2009

Anche se ormai è passato ad un nuovo proprietario, tempo fa potei lavoricchiare un po’ su un Newton Skywatcher 200F5. Appena mi arrivò a casa capii subito che poteva essere migliorato :-D . Per prima cosa l’annerimento interno non era sufficiente per segare riflessi parassiti, quindi: velluto autoadesivo!

Velluto autoadesivo e Bob's Knobs

Velluto autoadesivo e Bob's Knobs

Gli spider di serie della SkyWatcher sono molto efficienti, ma data il loro esigue spessore tendono a piegarsi quando si usa il cacciavite per collimare. Le manopoline di Bob’s Knobs aiutano tantissimo.

Installate le manopoline si è risolto solo metà del problema, la culatta posteriore infatti era protetta da un solido tappo metallico, il quale andava rimosso ad ogni collimazione con la conseguenza che le vitine da ø3mm finivano sicuramente a terra. Poco male, 6 fori e passa la paura:

Fori sulla culatta

Fori sulla culatta

Nella mia idea originale, intendevo utilizzare questo strumento per fare fotografia, quindi aggiunsi una barra di alluminio alleggerita a cui avevo praticato fori filettati per installare la testa micrometrica Geoptik GK2.

Barra porta-accessori

Barra porta-accessori

Peccato che il tubo pesasse 8.3KG, troppo per fotografare con la HEQ5. Finii di adattarlo all’osservazione visuale con un filtro solare un po’ riciclato.

Filtro astrosolar

Filtro astrosolar

Usando un tappo in PVC per tubi da fognatura e delle mascherine fatte con i fogli F4 della Fabriano, ho riciclato due pezzi di astrosolar orfani del mio storico 114.

Un po’ mi spiace non aver sfruttato a sufficienza questo tubo, spero possa dare soddisfazioni al suo nuovo padrone.

Buon viaggio tubo della stufa! :-D

Simone





Scapàdaca: ossia, lo spotting scope da viaggio

3 11 2009

Frugando tra le vecchie foto ho trovato alcuni scatti fatti ad una vecchia autocostruzione: uno spotting scope realizzato con un obiettivo di Surplus Shed mentre il finder e il cercatore sono il frutto di estenuanti agguati su ebay e mercatini vari :-P

Scapàdaca retro

Finder, fuocheggiatore Intes da 2", diagonale 45° e oculare

La coda di rondine è stata sapientemente fresata da mio zio e ho praticato un foro filettato da 1/4″ per poter usare il telescopio anche su treppiede fotografico:

Scapàdaca lato

La coda di rondine è dotata di foro da 1/4"

L’interno è stato rivestito dell’immancabile vellutino autoadesivo:

Scapàdaca fronte

L'obiettivo incastrato nel tubo è fissato da una brugola con dado

Unica indicazione (per chi magari volesse cimentarsi nell’impresa): questi obiettivi erano stato progettati per essere incastrati su un tubo in modo diametralmente opposto a come ho fatto io. Quindi si è resa necessaria l’inversione del doppietto nella cella, altrimenti l’immagine risulta sfocata.

Simone








Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.