C8 – Blocco del primario – manopole

22 10 2011

Dopo aver realizzato le alette di blocco dietro lo specchio primario e aver sfruttato l’occasione per aggiungere la ventola di acclimatamento, dovevo trovare un modo per bloccare lo specchio in posizione una volta raggiunto il fuoco. Allo Star Party di Saint Barthélemy ho avuto occasione di chiacchierare un po’ con Plinio Camaiti e mi sono fatto un po’ spiegare le soluzioni commerciali per il blocco del primario sugli Schmidt Cassegrain: le viti di blocco ingegnerizzate guidano un perno che va a spingere le staffe poste dietro il primario (senza andare a toccare lo specchio), le manopole, in questo caso, non si spostano dalle loro sedi.
Purtroppo la mia soluzione non è stata altrettanto elegante: ho deciso di far realizzare al mio babbo due boccole con un foro filettato M8 da alloggiarsi nella culatta del C8.

Schema boccola in QCAD

Schema boccola in QCAD

Le due boccole sporgono di 4.5mm verso l’esterno del tubo, mentre offrono una corsa di 26.5mm al perno di blocco: tale valore è stato ricavato misurando la posizione più ravvicinata delle staffe del primario; abbiamo deciso di offrire alla vite un percorso tale da evitare eventuali disassamenti.

La boccola

La boccola

Internamente, ciascun supporto è fissato tramite un dado ribassato e una rondella.

Le boccole all'interno della culatta

Le boccole all'interno della culatta

Ecco come appare la culatta dopo le modifiche: ho cercato di mantenere uniforme la distribuzione dei pesi, la ventolina (in platica) risulta molto leggera, mentre le manopole (Elesa) e i perni in ottone risulteranno piuttosto gravosi e, per questo, sono stati lasciati soli.

Il nuovo look della culatta

Il nuovo look della culatta

Per le viti ho utilizzato una barra filettata di ottone M8 e due manopole Elesa.

La culatta con le manopole di blocco

La culatta con le manopole di blocco

Applicando il fuocheggiatore esterno Baader SteelTrack risulta un po’ di affollamento, ma in definitiva sopportabile.

Lo steeltrack in primo piano e i blocchi

Lo steeltrack in primo piano e i blocchi

E per finire, avendo aggiunto la ventolina di raffreddamento, le viti di blocco del primario e il fuocheggiatore cryford esterno, ecco una bella foto di gruppo.

La nuova culatta del C8

La nuova culatta del C8

E speriamo che le foto che quest’ottica mi permetterà di fare siano all’altezza della fatica e delle modifiche occorse per l’adattamento.

Simone.





C8 – Blocco del primario – la culatta

16 10 2011

Effettuando le modifiche per aggiungere il blocco dello specchio primario al C8 si è reso necessario smontare l’intero tubo per estrarre i delicati elementi ottici. Una volta svuotato il tubo dagli specchi ho potuto analizzare la parte interna della culatta: si tratta di una fusione di alluminio rinforzata da sei venature in fusione, dalla quale emerge la sede (fresata) per la vite di fuocheggiatura.

La parte interna della culatta

La parte interna della culatta

Il draw tube risulta resinato direttamente nel foro che ospita la filettatura per il visual back, è quindi impossibile da rimuovere.
Cogliendo l’occasione ho deciso di applicare anche una ventola da 40x40x10mm allo scopo di aiutare l’acclimatamento dell’ottica, operazione piuttosto difficile nei catadiottrici per la presenza della lastra correttrice che impedisce la normale circolazione dell’aria. Onde evitare di dover smontare troppo spesso l’ottica, ho scelto di spendere 8€ per una ventolina nuova, nella speranza che la vita di questo accessorio, nuovo di pacca, sia il più lunga possibile :-) .

Dovendo lavorare dall’esterno, ho cercato di prendere tutte le misure necessarie per creare una maschera per la foratura, disegnata con l’ormai noto QCAD.

Maschera per forare la culatta del C8

Maschera per forare la culatta del C8

Dopo aver rimosso il foro centrale, da cui sporge il visual back, e la sede per il pomello di fuocheggiatura, il modello si adatta alla struttura dell’OTA.

La maschera adagiata alla culatta

La maschera adagiata alla culatta

I vari pezzi, appoggiati alla maschera, permettono di apprezzare l’ipotetico risultato finale.

I vari pezzi "presentati" sulla culatta

I vari pezzi "presentati" sulla culatta

Ho messo anche una piccola griglia per proteggere la ventolina e, soprattutto, per evitare che, al buio, ci si possa infilare le dita dentro :-) .
Utilizzando una fresa a tazza da ø38mm e una da ø16mm, con l’aiuto del mio amico Luciano e del mio babbo, abbiamo praticato i fori nella culatta del C8.

La culatta del C8 forata

La culatta del C8 forata

Purtroppo mi sono imbattuto in un problema, il punto in cui avevo scelto di fissare la ventola corrispondeva ad una delle sezioni rinforzate, per cui, una volta praticato il foro mi sono ritrovato uno sperone metallico ad impedire il montaggio della ventola.

Il riforzo della culatta

Il riforzo della culatta

Fortunatamente è stato possibile rimuovere l’ingombro con una fresa per metalli.

Ingombro rimosso

Ingombro rimosso

La ventolina 40x40x10 a 12V, comprata nuova presso un rivenditore di componenti elettronici, aveva i cavi abbastanza lunghi da permettere il collegamento diretto con la presa di alimentazione a pannello.

I collegamenti elettrici della ventola

I collegamenti elettrici della ventola

Utilizzando alcune gocce di colla a caldo, ho fissato i cavi in modo che non potessero interferire con i movimenti meccanici dell’ottica.

La ventola di acclimatatamento

La ventola di acclimatatamento

Procederò a piazzare un tappo traforato nel visual back in modo da filtrare le particelle di polvere che possano entrare nello strumento durante la fase di acclimatamento.

Simone.





C8 – Blocco del primario – la staffa

13 10 2011

Nel 2003 diventai un felice possessore di uno Schmidt Cassegrain (SCT) da 8″ di marca Celestron, il famoso C8; con gli anni tentai diverse volte di sfruttare questo strumento in ambito fotografico, dapprima a pellicola e poi in digitale, ma, se all’inizio, i principali ostacoli erano dovuti alla lunga focale dello strumento e alla necessità di utilizzare una montatura sufficientemente solida (problema che risolsi con l’acquisto di una Orion Atlas EQ-G) in seguito, con il passaggio alla DSLR Pentax K10D, mi trovai ad affrontare un problema piuttosto subdolo e di difficile risoluzione: il mirror flop. Questa anomalia è intrinseca degli schemi ottici con fuocheggiatura a transazione dello specchio primario ed è principalmente dovuto al sistema di messa a fuoco adottato; gli SCT, per esempio, sono dotati all’interno di un tubo paraluce disposto lungo l’asse ottico, lo specchio primario, opportunamente fissato in una cella, scorre lungo questo draw tube estraendo il fuoco.

La culatta del C8 e il drawtube

La culatta del C8 e il drawtube

Prendendo ad esempio il C8, gli elementi ottici adottati sono 3: una lastra correttrice, uno specchio primario da ø203mm aperto a F2, e uno specchio secondario convesso che moltiplica di 5 volte la focale del primario. Date queste premesse, la focale del primario pari a 406mm viene moltiplicata dal secondario fino ai 2030mm risultanti (F10); va da se che uno spostamento x dello specchio primario lungo l’asse viene amplificato di 5x al fuoco. Questo è il motivo per cui gli SCT, e più in generale tutti gli strumenti catadiottrici che sfruttano una configurazione ottica analoga, dispongono di una estrazione del fuoco molto generosa che permette di impiegare diversi elementi lungo il treno ottico, quali diagonali, ruote portafiltri, CCD, DLSR, guide fuori asse, ecc…

Ma in tutto questo discorso, dove sta il problema? Presto detto, visto che il primario si muove lungo in draw tube attraverso un semplice scorrimento di due tubi di alluminio, il piccolo gioco Δx tra queste due superfici si traduce in uno spostamento 5Δx al fuoco (a causa dell’amplificazione dello specchio secondario), quindi ipotizzando che Δx=0,05mm risulta uno spostamento di 0,25mm al fuoco, abbastanza da inficiare la messa a fuoco durante una ripresa digitale. Questa condizione viene definita mirror flop, nome derivato dal fatto che quando si posiziona lo specchio primario nel fuoco, a causa del gioco, lo specchio cade lungo il draw tube vanificando l’operazione.
Ora, identificato il problema, come si può risolvere? I moderni SCT di fascia alta sono dotati di un meccanismo di blocco dello specchio primario, realizzato tramite due viti con sviluppi multipli (filettatura che permette un movimento ampio lungo l’asse in funzione di un ridotto movimento radiale) dotate di pomelli a disposizione dell’utente. Cercando in rete ho trovato alcune soluzioni in cui venivano impiegate due viti o due pistonicini con lo scopo di sostenere il primario dopo la messa a fuoco, purtroppo applicare una forza, seppur minima, allo specchio ne comporta una deformazione, con il risultato che le stelle assumono forme triangolari. Le soluzioni commerciali invece, essendo ingegnerizzate allo scopo, sfruttano due alette poste a 120° rispetto alla vite di fuocheggiatura, per spingere la cella del primario senza toccare l’ottica.

Il retro del primario

Il retro del primario

Nel mio SCT invece il retro del primario è semplicemente dotato di una staffa siliconata lungo una decina di millimetri del tubo di scorrimento, fortunatamente Celestron lascia 6mm di tubo sfruttabili per il mio scopo: aggiungere una flangia con le alette mancanti ;-) . Mi sono quindi armato di QCAD e ho cominciato a disegnare, con l’aiuto del mio babbo, una flangia da tornire (ed in seguito fresare) che potesse seguire il profilo della flangia di fuocheggiatura originale.

Schema delle staffe di blocco

Schema delle staffe di blocco

Il piano di battaglia prevede dapprima l’applicazione delle alette alla cella del primario strozzando i 6mm fuoriuscenti dalla culatta in una morsa di alluminio, serrata da viti M4.

La staffa di blocco, tornita e fresata

La staffa di blocco, tornita e fresata

All’inizio non avevo previsto l’ingombro della staffa che regge la vite di fuocheggiatura, fortunatamente è stato possibile riprendere il pezzo sulla fresa per disporre una svasatura adatta.

La staffa di blocco fresata

La staffa di blocco fresata

La nuova staffa si appoggia alla precedente e, una volta separata, farà forza direttamente sul tuo di fuocheggiatura, evitando (si spera) la deformazione dello specchio.

La staffa sul primario

La staffa sul primario

Per fissare la ghiera al draw tube ho fatto tagliare con la sega a nastro il collare centrale della staffa, in modo da formare una C: grazie ad una brugola M4, la cui sede è stata preventivamente fresata da mio zio, la staffa strozza i 6mm di tubo che fuoriescono dal primario rimanendone fissata.

Il taglio e la brugola di fissaggio

Il taglio e la brugola di fissaggio

Il passo successivo sarà la foratura della culatta per alloggiare le viti di blocco.

Simone.








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