Perché.
Chiacchierando con amici astrofili spesso si scherza dicendo che quando ti viene una voglia irrefrenabile di comprare qualche strano aggeggio o un nuovo telescopio si soffre di strumentite.
Beh, credo che esista un’altra malattia che chiamo autocostruttite: la mania di modificare qualsiasi cosa, di inventare nuovi ammenicoli e di provare ogni volta a riscoprire ruote non sempre rotonde.
Credo di soffrire di questa sindrome in modo cronico… questo blog tenta di raccogliere le mie esperienze di autocostruzione, nella speranza che possano essere utili per altri pazzi che si avvicinano a questa dolorosa passione. ![]()
Simone
Chi.
Simone – Nel 1998 vinsi, quasi per sbaglio, un concorso per passare una settimana all’Osservatorio Astronomico di Pino Torinese (TO); per prepararmi all’esperienza il mio amico Andrea mi portò ad osservare con il suo acromatico 80/910. Quella nottata al freddo, con l’umidità che penetrava le ossa, mi ammalai: di astrofilia acutissima. Con l’acquisto del primo telescopio, notai subito molte cose che non mi piacevano, complice il fatto che i soldi erano sempre pochi, cominciai a smontare, modificare, adattare, sperimentare. Dal 114, passando per la Vixen Super Polaris, fino al C8: in tutti questi anni non sono ancora riuscito a trovare nulla che non potesse essere modificato.
Francesco -La mia passione astronomica nasce nel 1996, quando mio padre comprò per due lire un piccolo rifrattore dal fotografo del paese, che stava serrando i battenti e ribassando i prezzi. L’autocostruttite è germinata in me poco alla volta, crescendo gradualmente attraverso maldestri esperimenti e piccole conquiste: inizialmente si è trattato più di una necessità che di una passione, complice il risparmio di denaro. Avendo sangue veneto, la dottrina del “faso tuto mi” mi conduce tuttora a sperimentare nuove soluzioni anche al di fuori del campo dell’astrofilia. Personalizzare ciò che si può comprare, e creare oggetti anche semplici ma irreperibili in commercio è sempre fonte di soddisfazione.
Ringraziamenti.
Diciamocela tutta, senza di loro non saremmo andati molto lontani.


[...] Chi e perché? [...]