Cryford per Schmidt Cassegrain

30 04 2012

Facendo un po’ di pulizia in casa e, soprattutto, restituendo l’astrografo Carl Zeiss al suo proprietario (nella speranza che lo usi più di quanto abbia fatto io), mi sono ritrovato con un fuocheggiatore Cryford marchiato Meade per rifrattori. Avendo una corsa di 42mm, decisamente ridotta per un telescopio a lenti, ho pensato di fargli costruire (dal mio babbo) un canotto, in modo da poterlo utilizzare come fuocheggiatore per Schmidt Cassegrain.
Con il mio inseparabile LibreCad, ho abbozzato un disegno in modo da poter sfruttare un anello con passo SC rimasto da vecchie costruzioni.

Schema barilotto per Cryford

Schema barilotto per Cryford

Dopo averlo tornito e aver fatto un giro dagli anodizzatori di fiducia, ecco il risultato:

Barilotto con anello SC

Barilotto con anello SC

Il fuocheggiatore ha ancora la sua bella scrittina originale Meade:

Il cryford completamente esteso

Il cryford completamente esteso

Per farne vedere l’effetto, l’ho applicato alla culatta del mio C8:

Il cryford avvitato al C8

Il cryford avvitato al C8

E per finire, ecco come appare con la massima estensione del drawtube:

Il C8 con il cryford

Il C8 con il cryford

Alcune specifiche:

  • Alluminio anodizzato nero
  • Anello in alluminio anodizzato blu con passo SC
  • Ingombro dalla battuta anteriore al profilo del drawtube completamente retratto: 120mm
  • Estrazione massima: 42mm
  • Portaoculari da 2″ con anello in ottone di serraggio

Ho montato questo fuocheggiatore sia sul mio Celestron Nextstar 8 che su un Meade LX100 da 10″.

Simone.





Barra Losmandy per il C8

27 03 2012

Recentemente mi sono fatto contagiare dal mio amico Aldo dalla malattia delle code di rondine di tipo Losmandy; il tutto è nato dal fatto che il mio babbo fremeva dalla voglia di far lavorare la nuova fresatrice Induma e che il mio amico Aldo ha sperperato un po’ di soldi in nuovi tubi di varie focali, privi di code di rondine. Così ho pensato che fosse una buona idea salire in carrozza e fare un upgrade al C8, complice il fatto che ho recuperato una coda Geoptik Vixen/Losmandy a pochi spicci.
Naturalmente il primo lavoro è stato fare la piastra per la EQ-G che permettesse il montaggio della coda Geoptik:

Schema della piastra per EQ6 compatibile con la pinza Geoptik

Schema della piastra per EQ6 compatibile con la pinza Geoptik

Sono stato un po’ abbondante sullo spessore di modo da poter utilizzare delle brugole M6 in acciaio inox che avevo in casa, ecco il risultato:

La pinza Geoptik e la coda Losmandy

La pinza Geoptik e la coda Losmandy

Volendo cercare di aumentare al massimo la superficie di appoggio e, allo stesso tempo, di togliere un po’ di materiale, ho chiesto al mio babbo di fare un’alesatura che ricalcasse il diametro della culatta e della cella anteriore del mio C8 (che in realtà è un Nexstar 8 del 2003 di produzione americana):

Schema delle alesature curve

Schema delle alesature curve

Per finire, visto che poche sere fa ho perso qualche anno di vita quando La Berta si è fatta uno scivolone di 30cm con guida e ST-8 montate, ho pensato di implementare un meccanismo di blocco che impedisse alla coda allentata sfilarsi completamente, con conseguente caduta dell’ottica fino a terra. Ho quindi applicato in testa alla coda due brugole M4 in acciaio inox in misura tale daintercettare la piastra Geoptik e, quindi, bloccarne la caduta. Purtroppo la corsa risultante rimane di circa 30cm, sufficienti a imprimere una forza piuttosto violenta sull’OTA, ma meglio un colpo che un volto di un metro e venti.

Brugola anticaduta sul lato della coda

Brugola anticaduta

Ecco il risultato, ripreso di giorno.

Il C8 sulla EQ-G con la nuova coda

Il C8 sulla EQ-G con la nuova coda

Come sempre non posso fare a meno di ringraziare il mio babbo che ha lavorato per molte ore su tutti i pezzi; abbiamo stimato un ammontare di circa 20 ore per la fresatura della coda, quindi in buona sostanza era sicuramente più economico acquistarla già fatta, ma l’autocostruttite è così :-D .

Simone.





Una basetta a coda di rondine DIY

30 05 2011

Una domenica sera io e il mio babbo non avevamo niente di particolarmente furbo da fare e, visto che durante un’osservazione ne era emersa la necessità, ci siamo messi a trafficare un po’ intorno ad una basetta a coda di rondine per sostenere un red-dot.
Questo piccolo cercatore, che personalmente trovo molto comodo e funzionale, sono riuscito a recuperarlo nel mercato dell’usato per 15€, spendere quindi 17€ per una basettina della skywatcher mi è parso quantomeno fuori luogo: avendo in casa un po’ di alluminio di recupero, ci siamo messi a molare i pezzi a mano.
Devo ammettere che non pensavo fosse un lavoro così duro e, per fortuna, mio padre non ha perso le capacità maturate quando faceva il tornitore: passando via via a lime sempre più fini, siamo riusciti ad aggiustare due parallelepipedi di 10x10mm, adattandoli ad un pezzo di lama di anticorodal.

La basetta attaccata sul portaoculari

La basetta attaccata sul portaoculari

Grazie ad alcune brugole a testa svasata da ø3mm, siamo riusciti a comporre il tutto e a fissarlo al portaoculari di Cippolo, la guida da ø50mm.
Essendo fatta a mano e controllata a vista, la basetta funziona solo con il red-dot.

Il red-dot nella sua basetta

Il red-dot nella sua basetta

Ma in fondo, avendo risparmiato 17€, non avevamo la pretesa di fare un supporto universale :-) . Direi che per 3 ore di lavoro, passate a chiacchierare con il Gris, non è venuta affatto male ;-) .

Funziona!

Funziona!

Simone.





Guida in parallelo 60/900

1 07 2010

Devo dire che questa autocostruzione è nata per tanti motivi decisamente futili: mi annoiavo, il Tasco stava lì a prender polvere, avevo riciclato i suoi anelli originali per il GuideSpot, mio padre non aveva nulla da fare al tornio… :-P . Insomma, ho ripreso il Tasco 60/900 che usavo tanti anni fa come guida in parallelo sul C8 e ho incastrato il mio babbo per tornire un paio di nuovi anelli a parte da un tubo di alluminio.

Il mio babbo al lavoro al tornio

Il mio babbo al lavoro al tornio

Come per i vecchi anelli, ho cominciato praticando 3 fori a 120° per le viti di regolazione. L’anello anteriore ah 3 viti M5: il diametro ridotto blocca il tubo del telescopio ma permette una discreto movimento lungo l’asse.

L'anello anteriore

L'anello anteriore

Per l’anello posteriore, invece, ho optato per le solite tre manopole dell’Elesa: queste tre regolazioni saranno quelle che vengono usate maggiormente.

L'anello posteriore

L'anello posteriore

Ecco una fotografia degli anelli montati sulla barra di collegamento.

I due annelli e la barra

I due annelli e la barra

Il Tasco è proprio una cippetta e questi anelli, anche se solo di ø100mm di diametro, sembrano enormi a confronto.

Il Tasco negli anelli decentrabili

Il Tasco negli anelli decentrabili

Poi naturalmente un bel giro all’IGA per l’anodizzazione ed ecco gli anelli di un bell’inquietante rosso.

Gli anelli del Tasco anodizzati

Gli anelli del Tasco anodizzati

La barra di raccordo l’ho presa al BricoCenter, è una di quelle porcherie verniciate e quindi non posso farla anodizzare: vabbeh, l’ho detto che è un’autocostruzione en-passant? :-P

Il tasco con i suoi anelli rossi

Il tasco con i suoi anelli rossi

E per finire, ecco uno scatto del Tasco sul Vixen 150/750 che dovrà autoguidare.

Il Tasco guida il Vixen 150F5

Il Tasco guida il Vixen 150F5

Speriamo che gli F15 di questo fondo di bottiglia non siano troppo tirati per la camera di guida. Vedremo.

Simone





Mezzatesta altazimutale

3 06 2010

Era un po’ che sentivo parlare di giromini, minigiro, gyrospita :-) e così ho deciso di lanciarmi nella costruzione della mia versione di questa specie di aggeggio altazimutale. Possedendo un grosso treppiede della Manfrotto, ho pensato di sfruttare la base girevole della testa per il movimento di azimuth e concentrarmi solo sulla realizzazione dell’asse di altezza.
Riciclando dell’alluminio per il bussolotto e una barra d’acciaio per l’asse, io e il mio babbo (più il mio babbo in vero, visto che al tornio ci sta lui :-P ) abbiam tornito questa mezzatesta:

Mezzatesta di profilo

Mezzatesta di profilo

In funzione della stretta della manopola superiore si può rendere più o meno fluido il movimento rotatorio della pinza a coda di rondine.

La pinza a coda di rondine

La pinza a coda di rondine

La pinza a coda di rondine non segue lo standard Vixen, perché mio zio, a cui ho chiesto di fresarmi il pezzo, ha solo utensili a 60° e quindi mi sono adattato alla situazione. La brugola a testa svasata serra la coda di rondine contro il perno in acciaio il quale, a sua volta, è guida in un svaso profondo 2 mm.

La coda di rondine di Scapàdaca

La coda di rondine di Scapàdaca

La coda di rondine di Scapàdaca calza perfettamente sul nuovo attrezzo.

Bilanciamento del tubo

Bilanciamento del tubo

Grazie alla barra, il tubo si può bilanciare in funzione degli accessori che vi vengono applicati.

La mezzatesta a pezzi

La mezzatesta a pezzi

In questo ultimo scatto si vedono i pezzi che compongono la mezzatesta: si noti lo svaso sull’asse di altezza, che è stato tornito in funzione del raggio applicato alla vite della manopola superiore (sulla sinistra nella foto). Il bussolotto è solidale al treppiede grazie ad un foro filettato da ¼”.
Appena possibile farò anodizzare tutte le componenti in alluminio.

Aggiornamento: sono arrivati oggi i pezzi anodizzati… rossi! :-D

I pezzi della mezzatesta anodizzati

I pezzi della mezzatesta anodizzati

Ed ecco finalmente la mezzatesta completa!

La mezzatesta rossa

La mezzatesta rossa

Lo so che il colore è un vezzo, ma fa subito più professional e rende il tutto molto pulito.

Simone





Barra di raccordo per Carl Zeiss 180/2.8

18 05 2010

Avendo a disposizione un corpo macchina in formato 6×6, la gloriosa Kiev 60 (reperibile nel mercato dell’usato a prezzi ormai stracciati), è nata l’idea di utilizzarla per realizzare scatti astronomici.
Generalmente la qualità ottica delle lenti è più che buona anche se è doveroso fare dei distinguo: l’80/2,8 a corredo è una di queste perle. Fortunatamente l’attacco consente di montare obiettivi Carl Zeiss per medio formato, e qui c’è solo più da sbizzarrirsi. Il grande campo disponibile sul 6×6 e l’altissima risoluzione che è in grado di fornire ne fanno un gingillo niente male per l’astrofilo in cerca di nuove esperienze.
Ho optato per un “assetto” molto semplice, apparecchio fotografico installato su una Heq5 stazionata al polo e lasciata in inseguimento senza guida: insomma, usare la montatura come semplice inseguitore senza troppi pensieri e vedere quello che salta fuori…per le evoluzioni c’è sempre tempo! :-)
L’accessorio realizzato e descritto qui di seguito è una barra specifica che consente di ancorare tra loro il corpo macchina e la possente ottica Carl Zeiss 180/2,8. Il peso totale sale infatti alla non indifferente quota di 3,5Kg, troppo per essere sostenuto dal singolo attacco filettato della reflex o da quello presente sul collarino dell’ottica.
Considerando anche le posizioni inclinate che si possono raggiungere in una posa astronomica una soluzione del genere è impensabile.

Visione laterale

La barra è in alluminio da 10mm di spessore, lunga 12cm. E’ avvitata sul fondello della reflex con una brugola da 1/4” ed è stato realizzato un disco in alluminio di spessoramento da 8mm (collarino ottica e culatta della reflex sono su piani leggermente sfalsati).
L’ancoraggio sull’obiettivo è stato modificato: queste produzioni russe usano un foro filettato da 3/8 di pollice con all’interno una riduzione da ¼….soluzione che non mi è piaciuta molto. Ho acquistato una brugola da ¾, l’ho segata forata e rifilettata da 6mm a passo standard metrico, così da evitare l’impiego di altra viteria in pollici (costosa e poco reperibile per i miei gusti). Il “grano” così ottenuto è stato inserito dentro alla filettatura dell’ottica e via con la brugola da 6 per avvitarci la barra in alluminio.

Dettagli esplicativi

Infine il supporto è stato bucato e filettato sempre da 6mm per poter essere montato su una comune coda di rondine di tipo Vixen. I fori sono stati realizzati in modo tale che tutto l’apparato sia già bilanciato in declinazione così come lo si monta.
Ecco il risultato, anche se finale non è perchè manca l’anodizzazione nera. :-)

Con questa focale conto di poter reggere circa 20minuti senza correzioni, tenendo conto del fatto che un 180mm che lavora su un fotogramma 6×6 equivale a circa un 100mm in 24×36.
Sicuramente in epoca digitale potrà apparire antidiluviana questa iniziativa, ma la pellicola ha ancora il suo fascino, sia a colore che in bianco e nero. Vedremo i risultati.

Francesco

Aggiornamento (N.d.Simone): anche la barra di Francesco è stata anodizzata, allego la foto.

La piastra anodizzata

La piastra anodizzata





Nuova cella per il Bresser R90

13 03 2010

Dalle ultime prove che ho fatto con la mia guida, il Bresser R90 (F10) mi è parso che non fosse molto stabile: una fuocheggiatura, un piccolo movimento e il tubo sbandierava come lo stendardo di guerra Klingon.
Così ho deciso di provare a sostituire la cella di plastica che mi è stata venduta insieme al tubo:

Culla originale Bresser

Culla originale Bresser

Avendo da parte una barra di tipo Vixen della SkyWatcher ho precettato il mio babbo e il tornio che gli ho regalato ed ecco fatti 2 anelli di alluminio per il Bresser:

Nuovi anelli in alluminio

Nuovi anelli in alluminio

Con l’aiuto di mio zio, e della sua fresatrice, abbiamo praticato delle asole per le brugole di chiusura. Due anelli li ho fissati alla barra vixen:

Anelli inferiori e barra vixen

Anelli inferiori e barra vixen

Anche se qui non si vede, ho aggiunto delle striscie di velluto autoadesivo per evitare di rigare il tubo del Bresser. Poi con gli altri due anelli la chiusura della culla è fatta:

Bresser con la nuova culla

Bresser con la nuova culla

segue un dettaglio della brugola di chiusura:

Dettaglio dell'anello

Dettaglio dell'anello

Il passo successivo sarà l’anodizzazione, ma prima devo racimolare un po’ di pezzi per abbassare un po’ il costo dell’operazione :-D .

Piccola considerazione, la barra Vixen l’avevo già, gli anelli non sono fighi come quelli della Geoptik, ma sicuramente sono costati molto molto meno di 100€ :-P .

Aggiornamento: l’idea era di farli arancioni gli anelli, ma sono usciti un po’ gialli :-P . Non importa.

Gli anelli del Bresser anodizzati

Gli anelli del Bresser anodizzati

Ecco tutto il telescopio rimontato:

Il Bresser con la nuova culla

Il Bresser con la nuova culla

Simone





Contrappesi HEQ5

9 02 2010

Ultimamente mi sono preso una pausa dall’autocostruzione dopo innumerevoli insuccessi, ora però torno con una piccola realizzazione molto meccanica, molto terra terra: un paio di contrappesi per la HEQ5. So che volendo potevo comprarli, ma a ben pensarci un contrappeso da 5KG me lo vendono a 50€, se mi va bene a 30€ usato! Intollerabile, soprattutto quando posso sfruttare il mio babbo e il tornio che gli ho regalato per la pensione :-D .

Ecco il risultato:

Contrappeso HEQ5

Contrappeso HEQ5

Le manopole sono Elesa:

Contrappeso HEQ5 e manopola

Contrappeso HEQ5 e manopola

La barretta è una semplice barra filettata M8 da cui abbiamo rimosso le creste dei filetti.

Mettiamola così, diciamo che un caso fortuito mi avrebbe permesso di prendere ciascun contrappeso a 40€ l’uno, io ho speso 3€ per le manopole, 4€ per la barra e il ferro era in un angolo: (40*2)-(3+4)=73€ risparmiati ;-) .

Simone





Barra per due telescopi: le prove

17 08 2009

Alla fine ho provato la barra per due telescopi utilizzando il tubo più pesante in mio possesso: il Newton SkyWatcher 200F5 (8.3KG) con il Bresser R90 che uso recentemente come guida.

Barra a doppia coda di rondine Vixen

Barra a doppia coda di rondine Vixen

In compagnia dei miei vecchi, abbiamo provato ad osservare la Luna e devo dire che, anche dando un colpo deciso alla montatura, il tempo di smorzamento delle vibrazioni non supera i 3 secondi.

Il mio babbo e il telescopio

Il mio babbo e il telescopio

Spero di poter fotografare presto.

Simone





Barra a doppia Vixen

3 08 2009

Tempo addietro, in attacco di strumentite, comprai due code di rondine tipo Vixen usate. Una mi serviva, l’altra rimase nell’armadio dei “poi ci penserò” :-D .
L’altra settimana mi venne in mente di poter realizzare una barra a doppia coda di rondine, di modo da poter piazzare il telescopio guida di fianco al tubo di ripresa, invece che sopra. Non so se servirà, ma teoricamente abbassando il baricentro il bilanciamento dovrebbe essere meno critico.

Per congiungere la femmina a coda di rondine e la testa micrometrica alla coda maschio, ho usato una barra di profilato in alluminio da 40x10mm, che mi regalò un amico.

Doppia barra vixem

Doppia barra vixen

La coda di rondine maschio aveva già 4 fori ad asse parallelo filettati M4, quindi con delle semplici brugole  a testa svasata l’ho collega alla barra di supporto.

Coda di rondine maschio SkyWatcher

Coda di rondine maschio SkyWatcher

La coda di rondine femmina (Geoptik) presentava due fori in cui ho inserito delle brugole da 3. Il lavoro sarebbe risultato migliore se avessi avuto a disposizione un profilato da 50 perché le viti hanno poco materiale su cui avvitarsi: ma questo passa il convento.

Coda di rondine femmina Geoptik

Coda di rondine femmina Geoptik

Dalla parte opposta ho realizzato una piastrina di dimensione sufficiente per alloggiare la testa micrometrica Geoptik: mi dovranno pagare per tutta la pubblicità che gli faccio :-D .

Piastrina per la testa micrometrica Geoptik

Piastrina per la testa micrometrica Geoptik

Per finire ho aggiunto una brugola da 5 in centro alla barra, di modo da aumentarne la stabilità: per far ciò ho dovuto filettare un foro sulla coda di rondine, rovinandone l’anodizzazione, ma non potevo fare altrimenti. I fori da 12.5mm che si vedono servono per snellire un po’ il tutto, altrimenti la HEQ-5 non regge il peso: non comportano perdita di rigidità.

Barra completata con i relativi accessori

Barra completata con i relativi accessori

Costo dell’operazione:

  • Barra SkyWatcher 34cm 18€ (+5€s.s.) usata
  • Testa micrometrica Geoptik 100€ usata
  • Coda di rondine femmina Geoptik 45€ nuova

Totale: 166€

Se si toglie la testa, vengono 66€, che è un po’ meno di una barra già fatta con 2 piastrine (l’ho vista a 70€ +s.s.), ma spero che la mia soluzione sia più robusta. Presto i test (speriamo :-P ).

Simone








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