Tempo fa mi trovai per casa un fuocheggiatore Cryford di TelescopeService, preso per 100€ usato sui soliti canali internettiani: a dirla tutta tale stupendo oggetto era destinato all’astrografo Carl-Zeiss Tessar. Purtroppo tale autocostruzione ha subito qualche rallentamento, dovuto ad una tensione dell’ottica che non sono ancora riuscito ad eliminare; così, comprando e scambiando, ad un certo punto mi sono ritrovato per le mani tutto il necessario per fare un telescopio guida in parallelo dotato di anelli decentrabili. Ho usato questo strumetino un po’ volte, con grande soddisfazione, per autoguidare grazie ad una Magzero MZ-5C.
Purtroppo, causa il meteo avverso e il poco tempo a disposizione, questo simpatico strumento è finito su una mensola a prendere polvere, finché non ho incontrato un astrofilo astigiano, Silvio, che durante un’osservazione ha visto la guida sopra il C8 e mi ha fatto un sacco di domande sulla storia di questo tubo. In seguito il discorso è caduto sul fratello dell’80/400, il mio utilissimo Scapàdaca, il telescopietto da viaggio.
Così, nei giorni seguenti si è concretizzata sempre più l’idea di costruirne uno strumentino da battaglia che potesse accompagnare Silvio nelle sue vacanze, senza per questo dover scegliere se caricare il suo dobson o sua moglie
.
L’utilizzo del massiccio fuocheggiatore cryford (circa 2.5KG), per un telescopio che doveva essere leggero, mi è sembrato fuori luogo, per cui ho rimontato il cryford sull’astrografo ottenendo in questo modo il fuocheggiatore SkyWatcher a corta focale che avevo temporaneamente montato sullo Zeiss (insomma, un losco giro di pezzi
). Questo accessorio, comunque più che dignitoso essendo da 2″, era reduce di un attacco di strumentite che lo portò alla mia soglia accompagnato da un 6×30 con viti a 90°, in ogni caso erano 26€ di pignone e cremagliera che stavano a muffire.
La procedura è stata più o meno la solita: tubo in alluminio portato a misura, velluto nero autoadesivo all’interno, fori, viti ecc… Dapprima ho fatto alcune prove per verificare che tutti gli accessori andassero a fuoco corettamente.
Sebbene l’obiettivo non fosse quello di fare ripresa, ho comunque verificato il corretto comportamento con una reflex (analogica).
Ottenendo buoni risultati mi sono posto il problema di come attaccarlo ad un’eventuale montatura: non avendo una coda di rondine a disposizione inizialmente pensai di praticare dei fori nel tubo per alloggiare una barra dritta, ma il tutto non mi diede idea di grande stabilità. Così coinvolsi mio padre nell’impresa per tornire due anelli in alluminio per il tubo.
Fresare gli anelli come feci per il Bresser R90 è un lavoraccio non da poco ed in questo caso inutile, vista la ridotta dimensione del tubo e la praticità nello smontaggio (si sfila il doppietto anteriore). Ho quindi voluto fare un esperimento: ogni anello è dotato di 3 fori filettati in cui sono avvitati 3 grani in inox a testa piatta. In questo modo il tubo viene fissato dai grani i quali, a loro volta, rimangono invisibile nell’anello stesso.
La barra in alluminio che collega i due anelli è dotata di un foro da ¼” per utilizzare l’OTA su un normale treppiede fotografico (nelle foto c’è sempre il mio fido Manfrotto).
Tirando un po’ di somme:
- Obiettivo 80/400 preso da Surplusshed: 50€ con le tasse
- Fuocheggiatore a cremagliera SkyWatcher da 2″ con riduzione da 1″¼: 26€ usato
- Anelli, tappo in PVC, torniture varie: gratis, grazie al babbo tornieur.
Ecco Silvio, con il suo nuovo telescopio da viaggio, mai faccia fu più soddisfatta
.
Alla prossima autocostruzione.
Simone












