E siamo di nuovo qui a raccontar la storia di questo piccolo telescopio. Dopo le prime prove, in cui sono emersi tutti i problemi di questa ottica, ma che ha dimostrato di comportarsi molto bene sul campo (l’abbiamo provato mentre lo collimavamo
), i lavori sono proseguiti con un rafforzamento della struttura. Infatti, la culatta di plastica ha l’onere di dove sostenere non solo il peso dei vari oculari e accessori, ma anche dello stesso tubo e della lastra correttrice.
Va da sé che con questo fardello, le viti con gli anni hanno forzato la culatta del primario inducendo un vistoso gioco nel tubo: un difetto intollerabile. Dopo averci meditato da un po’ ho deciso di ripensare il tubo con l’aggiunta di una coda di rondine ed un anello di rinforzo; scopo dell’anello è quello di imporre un giogo solidale al tubo e, di conseguenza, sostenere il peso di tutte le parti ottiche.
Essendo la culatta di plastica dotata di una vite da ¼”, ho fatto tornire la coda di rondine in modo che potesse raggiungere questo foro e unire l’anello anteriore con la parte posteriore del telescopio.
Il sostegno del cercatore mi fu recapitato insieme all’ottica, ma privo di cercatore
: così ho riciclato un 5×25 che avevo da parte, il problema è che questo tubicino è troppo piccolo rispetto al supporto. Dopo aver discusso con il babbo tornitore, abbiamo deciso per un cilindro di riduzione, tornito a cono nella parte interna. Nella foto seguente si può vedere il gradevole risultato:
Non ci sono solo i pezzi rossi in questa autocostruzione… infatti il portaoculari posteriore è stato finalmente anodizzato del classico colore nero.
Un ultima posa sul tavolo di lavoro:
e finalmente si può montare sul suo ristrutturato treppiede con la montatura Mon-1:
Ora bisogna solo… usarlo
.
Simone
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PS: Con questo post oggi festeggiamo anche 1 anno di autocostruzioni, infatti il 6 luglio 2009 per la prima volta postavo un’autocostruzione. Beh, non senza un po’ di orgoglio e gettando la modestia nel cassonetto, posso dire:
Buon compleanno Autocostruttite!
E grazie a tutti voi che leggete.
Simone

















