Assorbimento SynScan 3.27

3 12 2011

Visto che mi sono messo a fare questa modifica al pannello di alimentazione della colonna, ho sfruttato l’occasione per misurare gli assorbimenti della EQ-G con SynScan e della fascia anticondensa (55 resistenze da 560Ω a 1/2W), ecco i risultati.

  • Il SynScan, appena acceso con motori fermi assorbe 400mA
Il SynScan da fermo

Il SynScan da fermo assorbe 0.4A

  •  Facendo muovere entrambi i motori a 800x il consumo sale a 1.2A
1.2A assorbiti con entrambi i motori a 800x

1.2A assorbiti con entrambi i motori a 800x

  • La fascia anticondensa da sola assorbe 1.25A
Assorbimento della fascia anticondensa

Assorbimento della fascia anticondensa: 1.25A

  • Aggiungendo il carico della fascia al SynScan fermo si arriva a quasi 2A
Il synscan fermo con la fascia accesa

Il synscan fermo con la fascia accesa

  • Se, con la fascia attiva, si procede ad un puntamento l’intero sistema arriva ad assorbire quasi 2.5A
Assorbimento massimo di 2.5A

Assorbimento massimo di 2.5A

Fortunatamente il sistema non passa l’intera nottata a fare puntamenti, ma considerando che la montatura carica potrebbe assorbire più corrente, si può valutare che l’alimentatore da 5A che ho impiegato nella scatola non può considerarsi sovradimensionato rispetto al sistema.

Simone.





Dadi prolunga

23 08 2010

Era un po’ che non mi dedicavo a qualcosa di costruttivo ed ora, a mesi di distanza, sono tornato a lavorare al mio unicorno: la UAI-CCD.
Gli ultimi sviluppi mi avevano portato a togliere la guaina ai cavi di rete che utilizzavo per portare il segnale dalla scheda CPU al sensore CCD, dopo aver massacrato i gommini dei passacavi (e averli sostituiti) ho rifatto per l’ennesima volta tutti i cavi, li ho immersi nella colla a caldo e ho avvitato tutti i dadi dopo aver ricoperto i filetti di vasellina tecnica filante.
Questa idea della vasellina me l’ha suggerita un amico che una volta possedeva una StarLight Express, confidandomi che il sistema di “sigillatura” di tale camera era proprio nel ripassare i filetti con tale unguento. Da alcune prove fatte senza sensore, sono riuscito a mantenere una pressione di -0.8bar per circa 6 ore, trascorse le quali la camera è tornata in equilibrio barometrico; purtroppo l’aria di equilibrio è risultata pregna di umidità con i noti effetti di congelamento.

Apprestandomi ad un nuovo esperimento per tentare di mantenere la camera fredda il più possibile priva di umidità in sospensione, mi sono posto il problema del PCB sensore; essendo io un testardo, all’inzio avevo messo le molle sopra la scheda CCD, in modo che i dadi regolassero il loro tiraggio: purtroppo tale soluzione portava spesso allo sganciarsi del sensore dal suo zoccolo nelle fasi di fissaggio dei cavi dati e alimentazione. Mi sono quindi adattato all’idea originale di mettere le molle sotto la scheda CCD e di regolarne la pressione con dei dadi prolunga M3.
Sembrerà impossibile ma a Torino devo aver girato qualcosa come 10 negozi di ferramenta ricevendo sempre la medesima risposta: “Questi dadi non esistono, li abbiamo solo da M5 in su”. Ho provato anche in due negozi di elettronica, ma avevano solo delle colonnine con un foro filettato profondo 10mm.
Insomma, alla fine sono andato a rubare un pezzo di esagono da 6 al mio amico tornitore, ho preso il mio babbo e il tornio e abbiamo realizzato 4 colonnine filettate M3… spezzando due punte da ø2.5mm perché l’anticorodal si impastava :-( . Cristoni e bestemmie a parte, alla fine è venuto un bel lavoro.

Schema del dado prolunga

Schema del dado prolunga

La foto è gigantesca, i dadini sono lunghi 19mm di cui 10 torniti a sezione tonda da ø7mm.

Dadi prolunga torniti in alluminio

Dadi prolunga torniti in alluminio

La parte finale è allargata a ø3.2mm perché le colonnine originali hanno solo la prima parte filettata. La tornitura cilindrica evita che il dado vada a toccare i cavi e alcune piazzole di massa del PCB del sensore. Ecco come appare la camera fredda con i nuovi dadi.

I dadi prolunga nella camera fredda

I dadi prolunga nella camera fredda

E per finire, un’altra immagine presa di lato del nuovo sistema di regolazione.

La camera fredda

La camera fredda

Simone





Cavo di alimentazione Mini DIN 6

13 07 2009

Dopo svariate imprecazioni, sono riuscito a identificare uno schema di piedinatura sulla MiniDIN femmina sulla scheda CPU della CCD-UAI. Ecco le mie conclusioni:

MiniDIN-6_Connector_PinouVtemp è la pista che porta alla resistenza NTC sulla scheda CCD: il collegamento all’eventuale termometro interno della camera. Poiché il cavo da tastiera che ho recuperato ha un filo rosso al piedino 3, il quale insiste su una piazzola isolata, ho apportato una piccola modifica sulla scheda CPU, ponticellando questa piazzola con la linea Vtemp:

Ponticello Vtemp

Ponticello Vtemp

In questo modo ho utilizzato il cavo di una tastiera, senza dover risaldare un nuovo mindin maschio, che ha dei piedini estramente piccoli. Dalla parte dell’alimentatore ho recuperato un connettore a 4 poli piuttosto comodo. Naturlamente ho applicato guaina termorestringente in quantità.

Cavo per l'alimentazione logica (+15,-15V)

Cavo per l'alimentazione logica (+15,-15V)

Simone





Cavo alimentatore logica MiniDin 6 poli

9 07 2009

Mi sono procurato due cav PS/2, uno proveniente da una tastiera ed uno da un mouse.
Ho cominciato controllando quello della tastiera; la parte interna del connettore, quella che stava dentro la tastiera, per intenderci, presentava 4 fili colorati più uno di massa.

Fili della tastiera

Fili della tastiera

Controllando con il tester e incrociando i dati con il PCB della CCD, ho estrapolato questa piedinatura:

Mini Din 6 poli tastiera (PS/2)

Mini Din 6 poli tastiera (PS/2)

Considerando che intendo alimentare la Peltier con un cavo a parte, l’unico problema è il VTemp, ossia la connessione alla resistenza NTC (il termometro, per capirci). Devo ancora verificare, ma credo che il filo rosso insista sull’unico piedino della MiniDin femmina che è rimasto isolato, però ponticellando il pin di Vtemp con il pin del filo rosso potrei risolvere il problema. Vedremo.

Simone





Attenzione alle tensioni

8 07 2009

Il mio alimentatore è stato realizzato prima della modifica al PCB che ho pubblicato qui. Per questo motivo mi sono trovato di fronte ad un problema, senza avere nulla collegato alle prese, misuravo correttamente tutte le tensioni, tranne quella a -15V, che risultava essere a -20V.

Questo ostacolo può essere superato ponendo una resistenza di carico in parallelo all’uscita: se avete usato il PCB qui pubblicato, troverete una piazzola marcata 10kohm (opt). E’ opportuno dimensionare correttamente tale resistenza facendo delle prove: io sono partito da una resitenza da 10KΩ, la quale mi restituiva -16V. Scendendo di valore, fino a 4.7KΩ, sono arrivato a misurare -14.90V, un valore paragonabile al +14,80V dell’altra linea.

Linea +15V

Linea +15V

Alimentatore, -15V

Alimentatore, -15V

Simone





Il case dell’alimentatore, l’esterno

8 07 2009

Una delle mie principali preoccupazioni è che questo alimentatore possa scaldare troppo o, peggio ancora, andare a fuoco, quindi ho cercato di aumentarne la ventilazione, praticando una matrice di fori vicino all’alloggiamento del trasformatore 12V; fortunatamente era già presente una griglia vicino all’altro trasformatore.
Per fare i fori il più possibile ordinati, ho usato un foglio di carta a quadretti da 5mm, che ho fissato con nastro adesivo prima di segnare le posizioni con un martelletto e un bulino.

Alimentatore, prese d'aria

Alimentatore, prese d'aria

Con una smerigliatrice ho rimosso tutte le bave dei fori esterni e con un dremel, e l’utensile a mola, ho eliminato quelle interne, che per altro erano protese verso il trasformatore.

Per concludere, ho applicato anche una maniglia di plastica, visto che l’alimentatore peserà almeno 4KG.

Alimentatore, vista della presa di rete a 200V

Alimentatore, vista della presa di rete a 200V

Ho incollato sul fondo 4 feltrini per le sedie, poiché le teste, sebbene svasate, delle brugole sporgono un po’.

Alimentatore, scatola esterna

Alimentatore, scatola esterna

Simone





I dissipatori dell’alimentatore

8 07 2009

Poiché i due regolatori della cella di Peltier dovranno gestire una corrente di circa 3A, è opportuno dissiparne il calore. Seguendo i suggerimenti di Paolo (ariadivetro.it) ho portato all’esterno i due componenti, di modo da poterli raffreddare più agevolmente.

Avendo la possibilità di accedere a molto materiale informatico in disuso, ho recuperato un po’ di dissipatori in alluminio, ma mentre cercavo una buona soluzione per il problema, mi sono accorto che il TIP2955 e il 78T12 hanno la terra collegata con la lnguetta di fissaggio: controllando lo schema, ho notato che la il collettore del TIP viene collegato con l’uscita del 78T12, ma le due masse non devono essere collegate. Per questo motivo ho ritenuto opportuno utilizzare due dissipatori isolati l’uno dell’altro.

Dissipatori per TIP2955 e 78T12

Dissipatori per TIP2955 e 78T12

I due dissipatori sono sostenuti da blocchetti in teflon, i quali sono, a loro volta, fissati tramiti viti parker: i blocchetti sono lunghi 17mm, per evitare che le viti parker venissero a contatto al loro interno, vanificando il proposito di isolamento. Il TIP e il 28T12 sono fissati ai dissipatori tramite brugolette da 3; prima di bloccarli ho provveduto a applicare delle pasta conduttrice sul retro.

Alimentatore, cavi verso i dissipatori

Alimentatore, cavi verso i dissipatori

Visto che questi componenti saranno soggetti alle intemperie esterne, ho ricoperto tutti i piedini con della guaina termorestringente, inoltre i due cavi sono bloccati, sia all’interno che all’esterno, da due fascette di plastica, per evitare che possano sfilarsi accidentalmente.

Simone





Il case dell’alimentatore

8 07 2009

Il mio amico Fox mi ha procurato una scatola di alluminio per l’alimentatore, già dotata di presa per la rete elettrica, pulsante I/O con lampadina interna (sarà un po’ fastidiosa, visto che è verde, ma a caval donato…) e due connettori a 4 e 3 poli a sgancio rapido.
La scatola è formata da due parti a U, come il conentenitore suggerito da Marco Pilloli per la UAI-CCD, però il metallo è spesso circa 2mm, il che non guasta affatto, dovendo contenere un trasformatore 12V 3A e uno da 2x18V toroidale.
Una volta fatte tutte le dovute saldature sul PCB dell’alimentatore, ho provveduto a fissarlo sul fondo del case con delle brugole a testa svasata da 3; ho usato gli stessi dadi da 3 come distanziali, impilandone 2 per ogni foro del PCB.

Il trasformatore da 12V ha due alette di fissaggio, per cui ho usato le stesse brugole del PCB; il toroidale, invece, viene fissato tramite una lunga brugola da 6 che lo chiude a panino con il fondo del case.

Una visione dall'alto del case aperto

Una visione dall'alto del case aperto

Ho ritenuto importante poter sezionare tutti i vari componenti tramite dei connettori tipo Molex, in modo da avere la possibilità di smontare il PCB (per eventuali modifiche, che in effetti sono occorse) senza dovermi trascinare dietro i vari connettori, o peggio i due pesanti trasformatori.
Utilizzando questo PCB e dovendo portare all’esterno il TIP e il 78T12, ho previsto:

  • 2 molex a tre vie per i dissipatori esterni
  • 2 molex a 6 vie, uno per i trasformatori e uno per le prese esterne
  • 1 molex a 4 vie per collegare i trasformatori  alla presa di corrente
  • 3 fast-on, 1 per la terra, 1 per il neutro e 1 per la fase (questo perché la mia spina prevedeva i fast-on)
I connettori Molex permettono di disallemblare tutti i componenti

I connettori Molex permettono di disallemblare tutti i componenti

Tutte le saldature a vista le ho coperte con della guaina termorestringente; per i cavi di collegamento ho usato i classici fili da elettricista, da 1.5mq.

Per collegare il TIP e i 78T12 al PCB ho usato del cavo tripolare inguainato da 1mq (per ogni filo interno). Per mia fortuna la scatola presentava una fresatura su un lato, probabilmente per mostrare un LED interno, per cui è stato sufficiente allargare la precedente asola (con una punta da 6mm e una lima) per permettere i cavi inguainati di passare.

Grazie ai due molex da 3 poli, il case si può ispezionare semplicemente sfilando il coperchio, mantendendo comunque il collegamento e quindi l’alimentatore può rimanere acceso anche se aperto.

Il case dell'alimentatore aperto e i collegamenti

Il case dell'alimentatore aperto e i collegamenti

Simone





PIC Programmer

7 07 2009

Per il programmatore PIC mi sono basato sul PCB di Paolo (ariadivetro.it) e ho recuperato l’alimentatore di un vecchio portatile IBM per alimentarlo. La base di tutto lo schema è il 7812: è necessario utilizzare un alimentatore che generi una tensione superiore ai 13.5V ma prima di fare la “prova del fumo” è consigliabile consultare il relativo DataSheet per capire il range di operazione del regolatore.
Insomma, il mio 7812 poteva supportare fino a 25V in ingresso, l’alimentatore IBM ne restituisce 19, quindi era adatto.

L'alimentatore del Programmatore PIC

L'alimentatore del Programmatore PIC

Purtroppo sono stato poco avveduto e ho acquistato il connettore di alimentazione prima di controllare lo spinotto dell’alimentatore, così si è resa necessaria la sostituzione.

Per il connettore BD25 ho utilizzato questo schema di Pin-Out. Ecco le foto del risultato:

Programmatore PIC, visione laterale

Programmatore PIC, visione laterale

Programmatore PIC, visto dal lato saldature e ponticelli

Programmatore PIC, visto dal lato saldature e ponticelli

Programmatore PIC, visione del lato saldature dall'alto

Programmatore PIC, visione del lato saldature dall'alto

Visto che il sistema di ponticelli è un po’ complesso, ho ripreso in mano il progetto FidoCAD e ho apportato alcune modifiche, riducendo al minimo i ponticelli. Purtroppo, non ho avuto occasione di provarlo:

http://www.gaeeb.org/tek/uai_ccd/programmatore_pic_0.1.fcd

Il programmatore di prototipo è stato realizzato grazie alle sapienti doti da saldatore di Giuseppe “Fox” Treccarichi, realizzatore delle schede PCB di tutto il progetto.

Simone





PCB alimentatore

6 07 2009

Per quanto riguarda l’alimentatore ho utilizzato lo schema presente su Ariadivetro.it

Una volta realizzato l’intero PCB è emerso però un problema, riscontrato anche da altri autocostruttori: la linea -15V quando scarica ha una tensione di -20V. Sembra che per ovviare a tale problema sia necessario aggiungere una resistenza di carico da  qualche in parallelo all’uscita da -15V; nel seguente schema ho aggiunto una piazzola denominata 10Kohm (opt):

PCB alimentatore UAI-CCD

In questo modo, solo nell’eventualità in cui l’alimentatore restituisca una tensione diversa da -15V, sarà possibile aggiungere la resistenza di carico nell’apposita piazzola.

Simone








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