Maschera di Hartmann con fori triangolari

18 04 2011

Seguendo i consigli di Davide Pistritto, amministratore di forum.astrofili.org, ho pensato di realizzare una nuova maschera di Hartmann per il newton Vixen R150SS del Gruppo Astrofili.
Grazie a questo generatore di maschere online ho creato un opportuno PDF che, una volta stampato, ha fatto da modello per tagliare un cartoncino nero sufficientemente spesso.
Tempo fa il mio babbo mi tornì un paio di anelli in legno per un filtro solare a tutta apertura: avendo un anello in più, l’ho riciclato come supporto per la nuova maschera.
Ecco il risultato:

Maschera di Hartmann

Maschera di Hartmann con fori triangolari

Ho utilizzato un filo di colla vinilica per fissare il tutto.

Maschera di Hartmann per Vixen R150SS

Maschera di Hartmann per Vixen R150SS

Simone.





UAI-CCD: Il nuovo tappo della camera fredda

27 10 2010

Ciao a tutti, visto che era un po’ che latitavo dal blog ho deciso di sbottonarmi un po’ raccontandomi la mia nuova follia. Il lavoro sulla UAI-CCD ha ormai oltrepassato l’anno, ma il progetto ancora non è morto; mi sono arenato su problemi di raffreddamento, infatti la peltier, una volta messa in funzione, tende ad abbassare la temperatura interna della camera fredda ben oltre il punto di congelamento dell’acqua. Ho provato diverse strade: riempire la camera fredda di sacchetti di silica-gel, ho sostituito i passacavi, ho provato a togliere la guaina protettiva dei cavi di rete e di lasciarli a vista. Niente.
Ad un certo punto, preso dalla disperazione ho tolto tutta l’elettronica e ho fatto delle iniezioni di colla a caldo all’interno dei passacavi, ma ancora la camera fredda continuava a contenere aria umida: il risultato è un continuo congelamento dell’acqua in sospensione proprio sul vetro del sensore (con formazione di ghiaccio, per giunta!).
Un giorno, chiacchierando con mio padre, mi suggerì di utilizzare la macchina del sottovuoto, che mia madre usa per metter via il cibo, per estrarre l’aria dalla camera fredda: sebbene sembrasse una follia ho provato a sperimentare questa soluzione. Applicando un rubinetto utilizzato nei compressori, abbiamo creato una comoda valvola per estrarre l’aria dalla camera fredda con il suddetto marchingegno. Purtroppo, a causa delle numerose filettature, la pressione negativa si bilanciava con l’ambiente esterno nel giro di 15 minuti. Anche ricomprendo di nastro in teflon tutte i filetti o, addirittura, facendo una colata di colla lungo tutte le giunzioni (una volta avvitati i pezzi, naturalmente) l’aria esterna continuava ad entrare nella camera fredda portandosi dietro l’umidità.

Dopo qualche tempo, decisi di andare a disturbare il mio amico Luciano, per tornire un nuovo tappo della camera in modo da eliminare ulteriori infiltrazioni di aria. Vista l’iniziale scelta infelice di usare un filtro UV di soli ø31mm, a questo giro ho acquistato un nuovo filtro UV della BW da ø50mm, in modo da poter ispezionare la camera con maggiore comodità ed avere una visione più efficiente dell’interno.

A sinistra il vecchio tappo a destra quello nuovo

A sinistra il vecchio tappo a destra quello nuovo

Nonostante questa modifica, non risolvetti il problema delle infiltrazioni.

Il nuovo tappo durante una prova di montaggio

Il nuovo tappo durante una prova di montaggio

Parlando poi con il mio amico Aldo, venne fuori che le vecchie StarLight utilizzavano grasso di vaselina per stagnare le filettature delle camere CCD, così decisi di tentare anche questo esperimento e… il tempo di equilibrio è salito a 6 ore. Nonostante il lento acclimatamento della camera fredda, l’aria in ingresso continua ad essere pregna di umidità con i risultati già visti.

Un giorno, parlando del problema con Frank, essendo lui un fisico, mi disse (forse scherzando) che quando la temperatura è bassa l’umidità in sospensione è inferiore. Ci ragionai un po’ su e decisi di fare un tentativo.

Conoscendo due geniali fanciulle, proprietarie della gelateria artigianale L’Apegaia qui a Torino, ci siamo lanciati in un esperimento assurdo: considerando che il gelateria per legge devono mantenere i prodotti a temperature molto inferiori allo zero e con un’umidità molto contenuta (per evitare l’attacco di microrganismi) abbiamo scelto di utilizzare un frigorifero ventilato a -15°C. Il piano era il seguente: togliere l’aria dalla camera fredda, buttare la stessa nel frigo e lasciarcela per 24 ore, con lo scopo di permettere al bucherellato contenitore di riempirsi di aria secca.
Il frigorifero ventilato infatti è dotato di una bocchetta di aspirazione che entra in funzione quando lo sportello è chiuso: quando lo si apre per prendere qualcosa, infatti, l’aria umida esterna entra nel vano, una volta chiuso la ventola aspira l’aria umida facendola passare in una serie di filtri che la disseccano. Armato di tutto il necessario, mi sono presentato il giorno prima del riposo settimanale e abbiamo dato il via al diabolico intento: il giorno seguente abbiamo, trepidanti, estratto la camera dal frigo.

Paola e Laura e la CCD

Paola e Laura (Gelateria Apegaia) servono la CCD

Come da manuale, la camera si era riempita dell’aria del congelatore, ma da subito appariva pulita e priva di tracce di umidità: dopo pochi secondi l’umidità del locale si è condensata sulla superficie gelida della camera formando uno strato di ghiaccio.

La CCD appena tirata fuori dal freezer

La CCD appena tirata fuori dal freezer

Dopo averla scongelata e asciugata da questo strato di ghiaccio l’ho portata a casa lasciandola riposare in un luogo asciutto per un paio di giorni. Al termine di questo periodo ho collegato la sola alimentazione della cella di peltier attivandola: il sensore non si è più appannato!

Ora devo sistemare la ventola di dissipazione poi mi potrò dedicare ad una prova generale, incrociate tutte le dita!

Simone





Filtro solare per Vixen R150SS

31 05 2010

Sarà che si avvicina l’estate, sarà che la strumentite ogni tanto coglie anche noi autocostruttori, sarà un segno di buon auspicio nella speranza che il sole torni alla solita attività, sarà quel che sarà ma questo weekend mi sono dedicato alla costruzione di un filtro solare per il Vixen R150ss dell’associazione.

Ho cominciato rompendo l’anima al mio babbo perché mi tornisse da un pezzo legno un anello di sostegno per il filtro. Dopo di che l’ho verniciato con uno zincante spray, che lo rende gradevole alla vista e resistente al calore (in fondo è un filtro solare…):

Anello di legno

Anello di legno

Utilizzando dei fogli da disegno Fabriano F4, che prediligo per la facilità di lavorazione e la rigidità, ho disegnato con il compasso un cerchio da ø150mm (il diametro dell’ottica) circondato da un cerchio concentrico da ø164mm. Dopo di che con le forbici (con la punta arrotondata… e vediamo chi coglie la dotta citazione :-D ) ho ritagliato un anellino che svolge la funzione di telaio per il sottilissimo astrosolar.

Anelli "telaio" in cartoncino

Anelli "telaio" in cartoncino

Con lo stesso sistema, ho realizzando anche un altro anello, stavolta con 3 cerchi disegnati: ø150mm di foro interno, ø164mm di riferimento per il primo anello e ø170mm di diametro esterno, che corrisponde alla misura interna dell’anello in legno.
Una volta ritagliati tutti i cerchi, ho preso il minore e l’ho incollato con la colla Pritt direttamente sul foglio di astrosolar.

Il primo telaio incollato sull'astrosolar

Il primo telaio incollato sull'astrosolar

Utilizzando una lama del cutter nuova (e quindi molto affilata) e con le mani protette da guanti in lattice (per evitare di coprire di ditate il delicatissimo filtro) ho seguito il contorno del cartoncino ritagliando, a piccole mosse, il filtro nella sua forma circolare.

Il filtro attaccato al telaio di cartone

Il filtro attaccato al telaio di cartone

Utilizzando, questa volta, del Vinavil ho fatto un panino tra l’anello di carta più grande e il filtro intelaiato: spalmando accuratamente la colla vinilica, il telaio risultate rimane molto solido e pulito. Una volta fatto asciugare, ho riapplicato il Vinavil sulla superficie interna del telaio (dove c’è la congiunzione tra i due anelli di carta) e ho applicato il tutto all’interno del portafiltri di legno. Dopo un’ora ad asciugare sul davanzale della finestra (ma non alla luce diretta del sole) sono corso a provare il tutto sul Vixen R150SS.

Il filtro solare sul 150

Il filtro solare sul 150

Ho provato a dare un’occhiata al Sole e, nonostante fosse tardo pomeriggio, l’unica macchia di questo periodo si vedeva nettamente (con un Plössl da 26mm); il bordo solare tremava come se stessi osservando dal fondo di una pentola d’acqua prima di gettar la pasta :-( .

Il 150 scruta il Sole

Il 150 scruta il Sole

Il fatto che il filtro non sia teso davanti all’ottica non influisce minimamente sulle prestazioni e l’anello di legno è stato volutamente lavorato in modo tale che si incastrasse (anche con un po’ di fatica) sull’anello anteriore del Newton, al fine di evitare cadute accidentali.

Alla prossima autocostruzione,

Simone





UAI-CCD: la costruzione del case

17 08 2009

Come sempre faccio le cose come se dovessero sopravvivere all’olocausto nuclerare e anche la realizzazione della scatola di contenimento della CCD non fa eccezione: sarà che alla fine io sono matto, sarà che il mio amico Luciano (ArcaMeccanica) è matto come me, ecco il risultato.

Non volevamo utilizzare una scatola quadrata per fare il case, perché le forme assiali ci sono maggiormente congeniali (e al tornio si fanno sempre solo tondi ;-) ), così siamo partiti da una fetta di salame fatta di alluminio da 13.5KG (per la modica cifra di 74€, li mortacci…). Ecco il tappo superiore:

Tappo frontale

Tappo frontale

Il naso da ø31.8 anodizzato nero viene da una vecchia realizzazione e può essere sostituito con altri raccordi (2″? culatta c8?). Il tappo inferiore, il quale ospita anche la scheda CPU, ha lo stesso diametro (ø195mm):

Tappo posteriore visto da dietro

Tappo posteriore visto da dietro

I tre forelli alloggeranno le viti da M3 per la scheda CPU; gli anelli aiutano a dissipare il calore (se mai ce ne fosse ulteriore bisogno). Ecco la scheda montata:

La scheda CPU sul tappo

La scheda CPU sul tappo

Non ho mai amato le colle e anche il taglio del vetro, per questo ho cercato un filtro UV da ø25mm, ho scardinato la ghierina originale fino ad ottenere solo il vetro.

Filtro UV nudo e crudo

Filtro UV nudo e crudo

Il tappo della camera fredda l’abbiamo fatto da un tondo ø105mm, cercando di scaricarlo il più possibile.

Tappo della camera fredda

Tappo della camera fredda

Il perno centrale del tappo ospita il filtro UV pizzicato tra due O-ring (int. ø24mm sezione ø2mm), il tutto bloccato da un tassello passante:

Il blocco del filtro UV

Il blocco del filtro UV

Il profilo a V che si vede sul bordo serve per bloccare una guarnizione da termosifoni che abbiamo usato per sigillare la camera fredda. Ecco il tappo con il filtro montato:

Tappo frontale con filtro

Tappo frontale con filtro

Siamo poi passati alla camera fredda, la quale ospita il sensore e la cella di Peltier. Ero preoccupato dalla dissipazione del calore, quindi abbiamo realizzato delle gole di lato sul fondo e delle forme tonde sul’esterno della camera.

La camera fredda

La camera fredda

Le rifiniture interne della camera fredda non le ho fotografate per via della foga di finire, e della stanchezza di due giorni in officina, in ogni caso: al posto del dito freddo abbiamo fatto un pezzo unico tornito e fresato, la parte inferiore blocca la peltier al suo posto come anche il fondo della camera fredda, rimangono, per capirci, annegati nell’alluminio. Abbiamo comunque lasciato dello spazio tra il lato della Peltier e la scocca, per evitare cortocircuiti, inoltre la cella è tenuta ferma da un anellino spesso appena 0.6mm, la dimensione delle piastrine di ceramica della Peltier.

Alla fine il peso di tutta la baracca è 2.7KG. Preoccupato dal peso la sera stessa della realizzazione ho provato ad attaccare il tutto al C8 con il riduttore di focale:

Il test con il C8

Il test con il C8

Il test con il C8

Il test con il C8

Il bilanciamento è ottimo, afferrando il tutto dalla maniglia il C8 si muove fluidamente in ogni direzione.

Il dinamico duo :-D

Il dinamico duo :-D

Mancano solo i passacavi, il carter di protezione, i cavi e l’anodizzazione :-D .

Che ne dite?

Simone








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