Ciao a tutti, i lavori sul Maksutov ø90mm continuano e non c’è telescopio che possa definirsi tale senza una montatura che lo sorregga: facendo tutto un giro di scambi, i soci della mia associazione hanno tirato fuori dal cilindro una Mon-1, che a suo tempo sosteneva il CianoScopio.
Questa montatura, già di suo motorizzata in AR, è però priva di treppiede: andando a frugare in mezzo ai rottami astronomici, abbiamo rinvenuto le gambe in legno di un piccolo rifrattore acromatico ø50mm, passato a miglior vita prima che potessi metterci le mani sopra
.
Questi piccoli rifrattori, una volta molto in voga tra i neofiti, aveva una montatura altazimutale con una culla a ferro di cavallo; in genere la testa era innestata direttamente sul supporto a tre lobi che teneva insieme le gambe del cavalletto, così recuperando solo queste ultime ci siamo trovati senza la base del treppiede. Schiavizzando sempre il mio babbo e chiedendo l’ennesimo favore a mio zio (e alla sua fresatrice), abbiamo tornito un raccordo le cui dimensioni sono compatibili all’innesto di una Synta HEQ-5 (questo avvenimento è frutto di una serie di concause).
Ed ecco un dettaglio di innesto delle gambe.
Visto che non si poteva stare senza, anche questi pezzi sono finiti nelle abili mani di Federico Fogliati per l’anodizzazione.
Ed ecco il risultato finale (anche se adesso bisognerebbe riverniciare la gambe
):
La Mon-1 non aveva bisogno di particolari lavori, anche perché il mio amico Luciano aveva già dato il suo contributo tornendo una nuova base (appunto compatibile HEQ-5) e un contrappeso supplementare: anche perché quei due dischetti in dotazione facevano ridere i polli. Il vero lavoro è stato realizzare la coda di rondine per permettere di innestare e togliere al volo il Mak.
Una nota di colore: ho scelto il rosso perché si abbina bene con il nero, qualsiasi riferimento di natura politica o sportiva è fuori luogo.
Simone














