Cavo console Cisco

2 03 2011

Ho cominciato ad accumulare materiale per ulteriori autocostruzioni, tra le quali una nuova pulsantiera per una montatura. Per collegare i vari componenti trovo molto utile riciclare un po’ di cianfrusaglia informatica destinata alla pattumeria: tra i tanti gadget che spesso trovano la via del bidone, uno dei più gettonati è il cavo seriale per programmare gli switch della Cisco.

Il cavo console della CISCO

Il cavo console della CISCO

Utilizzando un multimetro sono riuscito a relazionare i poli della DB9 con i relativi fili della RJ45.

Cisco RJ45

Cisco RJ45

Per riassumere, il pin-out dell’RJ45 (visto da sotto, non dalla parte della linguetta) a partire da sinistra, i relativi pin sulla DB9 sono: 8, 6 2, 5, 5, 3, 4, 7. Per il mio particolare cavo, l’associazione di colori è:

  • 2 marrone
  • 3 bianco/rosso
  • 4 arancio
  • 5 rosso
  • 5 bianco/marrone
  • 6 bianco/nero
  • 7 bianco/arancio
  • 8 nero

Sperando possa essere utile anche ad altre persone, alla prossima autocstruzione.

Simone

 





Cavo alimentatore logica MiniDin 6 poli

9 07 2009

Mi sono procurato due cav PS/2, uno proveniente da una tastiera ed uno da un mouse.
Ho cominciato controllando quello della tastiera; la parte interna del connettore, quella che stava dentro la tastiera, per intenderci, presentava 4 fili colorati più uno di massa.

Fili della tastiera

Fili della tastiera

Controllando con il tester e incrociando i dati con il PCB della CCD, ho estrapolato questa piedinatura:

Mini Din 6 poli tastiera (PS/2)

Mini Din 6 poli tastiera (PS/2)

Considerando che intendo alimentare la Peltier con un cavo a parte, l’unico problema è il VTemp, ossia la connessione alla resistenza NTC (il termometro, per capirci). Devo ancora verificare, ma credo che il filo rosso insista sull’unico piedino della MiniDin femmina che è rimasto isolato, però ponticellando il pin di Vtemp con il pin del filo rosso potrei risolvere il problema. Vedremo.

Simone





Il case dell’alimentatore

8 07 2009

Il mio amico Fox mi ha procurato una scatola di alluminio per l’alimentatore, già dotata di presa per la rete elettrica, pulsante I/O con lampadina interna (sarà un po’ fastidiosa, visto che è verde, ma a caval donato…) e due connettori a 4 e 3 poli a sgancio rapido.
La scatola è formata da due parti a U, come il conentenitore suggerito da Marco Pilloli per la UAI-CCD, però il metallo è spesso circa 2mm, il che non guasta affatto, dovendo contenere un trasformatore 12V 3A e uno da 2x18V toroidale.
Una volta fatte tutte le dovute saldature sul PCB dell’alimentatore, ho provveduto a fissarlo sul fondo del case con delle brugole a testa svasata da 3; ho usato gli stessi dadi da 3 come distanziali, impilandone 2 per ogni foro del PCB.

Il trasformatore da 12V ha due alette di fissaggio, per cui ho usato le stesse brugole del PCB; il toroidale, invece, viene fissato tramite una lunga brugola da 6 che lo chiude a panino con il fondo del case.

Una visione dall'alto del case aperto

Una visione dall'alto del case aperto

Ho ritenuto importante poter sezionare tutti i vari componenti tramite dei connettori tipo Molex, in modo da avere la possibilità di smontare il PCB (per eventuali modifiche, che in effetti sono occorse) senza dovermi trascinare dietro i vari connettori, o peggio i due pesanti trasformatori.
Utilizzando questo PCB e dovendo portare all’esterno il TIP e il 78T12, ho previsto:

  • 2 molex a tre vie per i dissipatori esterni
  • 2 molex a 6 vie, uno per i trasformatori e uno per le prese esterne
  • 1 molex a 4 vie per collegare i trasformatori  alla presa di corrente
  • 3 fast-on, 1 per la terra, 1 per il neutro e 1 per la fase (questo perché la mia spina prevedeva i fast-on)
I connettori Molex permettono di disallemblare tutti i componenti

I connettori Molex permettono di disallemblare tutti i componenti

Tutte le saldature a vista le ho coperte con della guaina termorestringente; per i cavi di collegamento ho usato i classici fili da elettricista, da 1.5mq.

Per collegare il TIP e i 78T12 al PCB ho usato del cavo tripolare inguainato da 1mq (per ogni filo interno). Per mia fortuna la scatola presentava una fresatura su un lato, probabilmente per mostrare un LED interno, per cui è stato sufficiente allargare la precedente asola (con una punta da 6mm e una lima) per permettere i cavi inguainati di passare.

Grazie ai due molex da 3 poli, il case si può ispezionare semplicemente sfilando il coperchio, mantendendo comunque il collegamento e quindi l’alimentatore può rimanere acceso anche se aperto.

Il case dell'alimentatore aperto e i collegamenti

Il case dell'alimentatore aperto e i collegamenti

Simone





PIC Programmer

7 07 2009

Per il programmatore PIC mi sono basato sul PCB di Paolo (ariadivetro.it) e ho recuperato l’alimentatore di un vecchio portatile IBM per alimentarlo. La base di tutto lo schema è il 7812: è necessario utilizzare un alimentatore che generi una tensione superiore ai 13.5V ma prima di fare la “prova del fumo” è consigliabile consultare il relativo DataSheet per capire il range di operazione del regolatore.
Insomma, il mio 7812 poteva supportare fino a 25V in ingresso, l’alimentatore IBM ne restituisce 19, quindi era adatto.

L'alimentatore del Programmatore PIC

L'alimentatore del Programmatore PIC

Purtroppo sono stato poco avveduto e ho acquistato il connettore di alimentazione prima di controllare lo spinotto dell’alimentatore, così si è resa necessaria la sostituzione.

Per il connettore BD25 ho utilizzato questo schema di Pin-Out. Ecco le foto del risultato:

Programmatore PIC, visione laterale

Programmatore PIC, visione laterale

Programmatore PIC, visto dal lato saldature e ponticelli

Programmatore PIC, visto dal lato saldature e ponticelli

Programmatore PIC, visione del lato saldature dall'alto

Programmatore PIC, visione del lato saldature dall'alto

Visto che il sistema di ponticelli è un po’ complesso, ho ripreso in mano il progetto FidoCAD e ho apportato alcune modifiche, riducendo al minimo i ponticelli. Purtroppo, non ho avuto occasione di provarlo:

http://www.gaeeb.org/tek/uai_ccd/programmatore_pic_0.1.fcd

Il programmatore di prototipo è stato realizzato grazie alle sapienti doti da saldatore di Giuseppe “Fox” Treccarichi, realizzatore delle schede PCB di tutto il progetto.

Simone








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