Per aspera ad astra

11 05 2012

Nella serata di giovedì 10 maggio 2012, acchiappando con un retino una stella cadente in salita, il mio amico Luciano Telesca ci ha lasciati.

Anche se non non sono parole sue, penso che la filosofia che maggiormente potesse rapprensentarlo fosse:

se vuoi una cosa che non esiste, te la devi inventare.

Simone.





Cryford per Schmidt Cassegrain

30 04 2012

Facendo un po’ di pulizia in casa e, soprattutto, restituendo l’astrografo Carl Zeiss al suo proprietario (nella speranza che lo usi più di quanto abbia fatto io), mi sono ritrovato con un fuocheggiatore Cryford marchiato Meade per rifrattori. Avendo una corsa di 42mm, decisamente ridotta per un telescopio a lenti, ho pensato di fargli costruire (dal mio babbo) un canotto, in modo da poterlo utilizzare come fuocheggiatore per Schmidt Cassegrain.
Con il mio inseparabile LibreCad, ho abbozzato un disegno in modo da poter sfruttare un anello con passo SC rimasto da vecchie costruzioni.

Schema barilotto per Cryford

Schema barilotto per Cryford

Dopo averlo tornito e aver fatto un giro dagli anodizzatori di fiducia, ecco il risultato:

Barilotto con anello SC

Barilotto con anello SC

Il fuocheggiatore ha ancora la sua bella scrittina originale Meade:

Il cryford completamente esteso

Il cryford completamente esteso

Per farne vedere l’effetto, l’ho applicato alla culatta del mio C8:

Il cryford avvitato al C8

Il cryford avvitato al C8

E per finire, ecco come appare con la massima estensione del drawtube:

Il C8 con il cryford

Il C8 con il cryford

Alcune specifiche:

  • Alluminio anodizzato nero
  • Anello in alluminio anodizzato blu con passo SC
  • Ingombro dalla battuta anteriore al profilo del drawtube completamente retratto: 120mm
  • Estrazione massima: 42mm
  • Portaoculari da 2″ con anello in ottone di serraggio

Ho montato questo fuocheggiatore sia sul mio Celestron Nextstar 8 che su un Meade LX100 da 10″.

Simone.





Barra Losmandy per il C8

27 03 2012

Recentemente mi sono fatto contagiare dal mio amico Aldo dalla malattia delle code di rondine di tipo Losmandy; il tutto è nato dal fatto che il mio babbo fremeva dalla voglia di far lavorare la nuova fresatrice Induma e che il mio amico Aldo ha sperperato un po’ di soldi in nuovi tubi di varie focali, privi di code di rondine. Così ho pensato che fosse una buona idea salire in carrozza e fare un upgrade al C8, complice il fatto che ho recuperato una coda Geoptik Vixen/Losmandy a pochi spicci.
Naturalmente il primo lavoro è stato fare la piastra per la EQ-G che permettesse il montaggio della coda Geoptik:

Schema della piastra per EQ6 compatibile con la pinza Geoptik

Schema della piastra per EQ6 compatibile con la pinza Geoptik

Sono stato un po’ abbondante sullo spessore di modo da poter utilizzare delle brugole M6 in acciaio inox che avevo in casa, ecco il risultato:

La pinza Geoptik e la coda Losmandy

La pinza Geoptik e la coda Losmandy

Volendo cercare di aumentare al massimo la superficie di appoggio e, allo stesso tempo, di togliere un po’ di materiale, ho chiesto al mio babbo di fare un’alesatura che ricalcasse il diametro della culatta e della cella anteriore del mio C8 (che in realtà è un Nexstar 8 del 2003 di produzione americana):

Schema delle alesature curve

Schema delle alesature curve

Per finire, visto che poche sere fa ho perso qualche anno di vita quando La Berta si è fatta uno scivolone di 30cm con guida e ST-8 montate, ho pensato di implementare un meccanismo di blocco che impedisse alla coda allentata sfilarsi completamente, con conseguente caduta dell’ottica fino a terra. Ho quindi applicato in testa alla coda due brugole M4 in acciaio inox in misura tale daintercettare la piastra Geoptik e, quindi, bloccarne la caduta. Purtroppo la corsa risultante rimane di circa 30cm, sufficienti a imprimere una forza piuttosto violenta sull’OTA, ma meglio un colpo che un volto di un metro e venti.

Brugola anticaduta sul lato della coda

Brugola anticaduta

Ecco il risultato, ripreso di giorno.

Il C8 sulla EQ-G con la nuova coda

Il C8 sulla EQ-G con la nuova coda

Come sempre non posso fare a meno di ringraziare il mio babbo che ha lavorato per molte ore su tutti i pezzi; abbiamo stimato un ammontare di circa 20 ore per la fresatura della coda, quindi in buona sostanza era sicuramente più economico acquistarla già fatta, ma l’autocostruttite è così :-D .

Simone.





Ristrutturazione Antares Saturno

12 12 2011

Qualche mese fa mi ha contattato un vecchio socio del Gruppo Astrofili per chiedermi se fossi interessato ad acquistare il suo vecchio 114/900. Il pensiero di un povero strumento, maltrattato, che giacesse a prendere polvere in un sottoscala mi ha subito mosso a compassione :-) : ho portato a casa questo povero Antares Saturno.
Da subito mi sono accorto di due problemi più o meno gravi: i denti della cremagliera, in plastica, del fuocheggiatore erano stati mangiati dal pignone, in metallo, inoltre il blocco di declinazione era stato spezzato tirando troppo la vite di bloccaggio.

La targhetta del telescopio

La targhetta del telescopio

La montatura Mon-1 in dotazione al Saturno, è equipaggiata con una ruota elicoidale in Ascensione Retta (AR), mentre in Declinazione (DEC) è presente un sistema composto da una vite diritta caricata con una molla a formare un pistoncino. Questo elemento spinge contro un anello provvisto di un dente il quale permette di trascinare la DEC per circa 15° gradi per ciascuna direzione: considerando che le correzioni su questo asse sono piuttosto ridotte, il sistema permette la correzione e i comuni puntamenti da attuarsi durante lo star hopping, pena il periodico reset del movimento, quando giunge a fondo corsa.

Blocchetto di Declinazione

Blocchetto di Declinazione

Purtroppo il blocchetto originale venne forzato fino alla rottura quindi, grazie alla nuova fresatrice ristrutturata dal mio babbo, abbiamo ricostruito tale pezzo.

Progetto del blocco di DEC

Progetto del blocco di DEC

Il nuovo pezzo funziona perfettamente e, con tutta probabilità, sopravviverà alla montatura stessa :-) .

Il nuovo blocco di DEC

Il nuovo blocco di DEC

Per il rifacimento del fuocheggiatore mi sono in parte basato sulle mie precedenti esperienze, maturate con la ristrutturazione del Cianoscopio e del Konus 150. Durante questa costruzione ho chiesto a mio padre di realizzare un passo grande, da 5mm per giro, in modo da ridurre i tempi di fuocheggiatura.

Progetto fuocheggiatore elicoidale

Progetto fuocheggiatore elicoidale

Dovendo utilizzare anche oculari da ø24.5mm, ho fatto realizzare anche un adattatore e ho applicato un vite in plastica per frizionare, o al caso bloccare, il draw tube.

Il fuocheggiatore a vite

Il fuocheggiatore a vite

La vite di blocco della fuocheggiatura

La vite di blocco della fuocheggiatura

Ho riutilizzato alcune delle viti originali per il fissaggio degli oculari.

Il riduttore da ø24.5mm

Il riduttore da ø24.5mm

Il telescopio è arrivato con due oculari Huygens da 20mm e 12.5mm, a questi ho aggiunto a corredo un Kellner da 9mm regalatomi da Francesco.

Gli oculari nel triangolo del treppiede

Gli oculari nel triangolo del treppiede

Si tratta sicuramente di un telescopio per principianti, ma generazioni di astrofili hanno cominciato con un tubo simile.

Antares Saturno 114/900

Antares Saturno 114/900

Ho testato il telescopio sulla Luna, in una sera un po’ velata purtroppo, e si è rivelato molto divertente da usare, libero dalle complicazioni moderne di computer, motori e batterie: insomma, mi è sembrato di avere per le mani il mio primo telescopio :-) .

Simone.





Assorbimento SynScan 3.27

3 12 2011

Visto che mi sono messo a fare questa modifica al pannello di alimentazione della colonna, ho sfruttato l’occasione per misurare gli assorbimenti della EQ-G con SynScan e della fascia anticondensa (55 resistenze da 560Ω a 1/2W), ecco i risultati.

  • Il SynScan, appena acceso con motori fermi assorbe 400mA
Il SynScan da fermo

Il SynScan da fermo assorbe 0.4A

  •  Facendo muovere entrambi i motori a 800x il consumo sale a 1.2A
1.2A assorbiti con entrambi i motori a 800x

1.2A assorbiti con entrambi i motori a 800x

  • La fascia anticondensa da sola assorbe 1.25A
Assorbimento della fascia anticondensa

Assorbimento della fascia anticondensa: 1.25A

  • Aggiungendo il carico della fascia al SynScan fermo si arriva a quasi 2A
Il synscan fermo con la fascia accesa

Il synscan fermo con la fascia accesa

  • Se, con la fascia attiva, si procede ad un puntamento l’intero sistema arriva ad assorbire quasi 2.5A
Assorbimento massimo di 2.5A

Assorbimento massimo di 2.5A

Fortunatamente il sistema non passa l’intera nottata a fare puntamenti, ma considerando che la montatura carica potrebbe assorbire più corrente, si può valutare che l’alimentatore da 5A che ho impiegato nella scatola non può considerarsi sovradimensionato rispetto al sistema.

Simone.





Pannello di alimentazione

2 12 2011

Era da un po’ che non mi dedicavo a qualche autocostruzione, principalmente a causa dell’arrivo della nuova camera CCD, ma ho pensato di concentrare i miei sforzi nell’ottimizzazione delle osservazioni. Grazie alla colonna non ho più l’onere di stazionare la montatura ma fin’ora ho sempre utilizzato una batteria per alimentare sia la montatura che la fascia anticondensa; con il freddo una sola batteria tende a scaricarsi in fretta e, in ogni caso, devo comunque portare corrente per il portatile e la CCD tramite una prolunga elettrica.

Ho deciso quindi di riadattare la scatola contenente l’elettronica della mia colonna utilizzando un alimentatore 12V 5A che ho recuperato da un minipc defunto.

L'alimentatore

L'alimentatore

Non volendo applicare una modifica permanente all’alimentatore, in modo da poterlo riutilizzare, eventualmente, con un altro minipc, ho riutilizzato una piccola scatolina con una presa jack a pannello collegata all’interruttore principale.

L'interno del pannello

L'interno del pannello

Da una presa elettrica rubata ad un alimentatore da computer, porto la corrente a 220V sia all’alimentatore che ad una coppia di prese: una italiana e una shuko.

Speriamo non vada a fuoco

Speriamo non vada a fuoco

E ecco come appare la parte anteriore della scatola elettrica:

Neanche nelle centrali nucleari...

Neanche nelle centrali nucleari...

Magari non elegante come altre costruzioni, ma spero svolga adeguatamente il suo dovere.

Simone.





C8 – Blocco del primario – manopole

22 10 2011

Dopo aver realizzato le alette di blocco dietro lo specchio primario e aver sfruttato l’occasione per aggiungere la ventola di acclimatamento, dovevo trovare un modo per bloccare lo specchio in posizione una volta raggiunto il fuoco. Allo Star Party di Saint Barthélemy ho avuto occasione di chiacchierare un po’ con Plinio Camaiti e mi sono fatto un po’ spiegare le soluzioni commerciali per il blocco del primario sugli Schmidt Cassegrain: le viti di blocco ingegnerizzate guidano un perno che va a spingere le staffe poste dietro il primario (senza andare a toccare lo specchio), le manopole, in questo caso, non si spostano dalle loro sedi.
Purtroppo la mia soluzione non è stata altrettanto elegante: ho deciso di far realizzare al mio babbo due boccole con un foro filettato M8 da alloggiarsi nella culatta del C8.

Schema boccola in QCAD

Schema boccola in QCAD

Le due boccole sporgono di 4.5mm verso l’esterno del tubo, mentre offrono una corsa di 26.5mm al perno di blocco: tale valore è stato ricavato misurando la posizione più ravvicinata delle staffe del primario; abbiamo deciso di offrire alla vite un percorso tale da evitare eventuali disassamenti.

La boccola

La boccola

Internamente, ciascun supporto è fissato tramite un dado ribassato e una rondella.

Le boccole all'interno della culatta

Le boccole all'interno della culatta

Ecco come appare la culatta dopo le modifiche: ho cercato di mantenere uniforme la distribuzione dei pesi, la ventolina (in platica) risulta molto leggera, mentre le manopole (Elesa) e i perni in ottone risulteranno piuttosto gravosi e, per questo, sono stati lasciati soli.

Il nuovo look della culatta

Il nuovo look della culatta

Per le viti ho utilizzato una barra filettata di ottone M8 e due manopole Elesa.

La culatta con le manopole di blocco

La culatta con le manopole di blocco

Applicando il fuocheggiatore esterno Baader SteelTrack risulta un po’ di affollamento, ma in definitiva sopportabile.

Lo steeltrack in primo piano e i blocchi

Lo steeltrack in primo piano e i blocchi

E per finire, avendo aggiunto la ventolina di raffreddamento, le viti di blocco del primario e il fuocheggiatore cryford esterno, ecco una bella foto di gruppo.

La nuova culatta del C8

La nuova culatta del C8

E speriamo che le foto che quest’ottica mi permetterà di fare siano all’altezza della fatica e delle modifiche occorse per l’adattamento.

Simone.








Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.